Hiro e il design “indipendente”

Cosa vi viene in mente quando leggete la parola “artigianale”? Io penso ad una bottega d’altri tempi, colma di attrezzi del mestiere disposti in ogni angolo e mani esperte che lavorano a pezzi unici e irripetibili… 

Ormai, lo sappiamo, questo modo di lavorare è stato quasi interamente sostituito dalle produzioni in serie e dai processi completamente automatizzati.. per fortuna, però, esistono delle realtà di “artigiani del terzo millennio” che nascono con l’obiettivo di realizzare a mano quante più parti possibili, preferendo una piccola quantità di prodotti numerati alle produzioni in serie. 

Così è nato il “design artigianale”. Un designer indipendente costruisce il suo progetto facendosi aiutare da un artigiano.  

Il risultato? L’oggetto di design sarà sviluppato in una piccola serie, costruito in parte con la precisione dei mezzi meccanizzati e in parte con l’esperienza e la passione dell’artigiano. 

Possedere un pezzo di design artigianale è come possedere qualcosa di prezioso, è un oggetto che porta la firma di un progettista che ha creduto e ha amato la sua idea fino a costruirla e distribuirla “liberamente”, svincolandosi dai limiti imposti dai processi industriali. I progettisti “liberi” sono in grado di farci entrare nel loro mondo: la semplicità e il rigore di un architetto giapponese, le forme armoniose di un designer scandinavo e quelle più colorate e legate alla tradizione di un progettista sudamericano… ognuno è libero di esprimere il proprio concetto di design, unico e irripetibile.

…Questo è “LOOP”, il mio nuovo portacandele prodotto da un designer, appunto, artigianale: Kenyon Yeh, supportato da Hiro.

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Beh, ora che vi ho parlato di design artigianale e produzioni indipendenti non posso non parlarvi di Hiro.

Chi è Hiro? non è soltanto l’ecommerce dove potete trovare “LOOP” (insieme a tanti altri pezzi di design artigianale meravigliosi), bensì una fabbrica di designer indipendenti.

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Si tratta di una nuovissima piattaforma online italiana nata nel 2018, con l’obiettivo di offrire a giovani progettisti una via alternativa a quella della produzione industriale, lasciando loro la completa libertà creativa. In pratica è un incubatore di designer che sono alla ricerca di competenze e laboratori in parte artigianali e in parte meccanizzati per realizzare le loro idee. Il metallo, in particolare l’alluminio, è il materiale che fa da linea guida tra tutti i loro progetti. Alcuni esempi sono l’appendiabiti “WOMP” di Paolo Cappello, le mensole curve e liquide “WAVE” e lo sgabello contenitore “MIRAGE” di Mikiya Kobayashi…

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Insomma, Hiro è il paradiso per i progettisti più creativi che hanno la possibilità di produrre tutto ciò che hanno in mente senza dover attenersi ai canoni della produzione in serie… Non si tratta quindi solo di un laboratorio ma di un progetto di ricerca costante di talenti. Se questa idea vi interessa e avete un progetto “nel cassetto” è ora di tirarlo fuori!! trovate il regolamento e tutto ciò che è necessario per realizzare il vostro progetto qui!

..Se invece volete scoprire tutte le loro proposte di arredamento artigianale trovate tutti i loro prodotti sul sito 😊

 

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Una cartiera trasformata in cucina: idee creative e spunti

Cos’hanno in comune un laboratorio di cucina e una vecchia cartiera? ce lo spiega Federica, chef-filosofa di Como, che ha voluto dare al suo meraviglioso laboratorio l’impronta di una cucina di casa, calda e accogliente, adottando però soluzioni personalizzate, funzionali.. e stravaganti.

Attenzione: l’ articolo contiene mille idee super creative da cui prendere spunto ! 😉

Entrata sala da pranzo
Federica, proprietaria e cuoca di “IncominciaperC”

Incomincia per C è un laboratorio diviso in cucina, sala da pranzo e sala eventi. La necessità di Federica era quella di rendere questi ambienti tutti comunicanti tra loro, proprio per favorire l’idea di social cooking, e quindi, preparare da mangiare stando tutti insieme, collaborando.

La cucina, per questioni igieniche, doveva essere separata dal resto degli spazi.. e guardate cosa si è inventata! Una parete divisoria in ferro e vetro che delimita lo spazio ma allo stesso tempo, grazie alla sua trasparenza, permette di avere una continuità visiva tra sala da pranzo e cucina. Oltre alla divisione data da questa parete, c’è anche lo stacco del pavimento che da parquet si trasforma in piastrelle (stile vecchie cementine).

La soluzione della parete divisoria è stata utilizzata anche per interrompere la profondità della sala eventi che, essendo un capannone, era davvero estesa. In questo modo ha ottenuto un ingresso certamente più di impatto (la parete, senza vetro, si trasforma in una libreria porta-oggetti altamente decorabile) e ha reso la sala più “dinamica”. 

Gli elementi d’arredo che caratterizzano questo spazio sono senza dubbio i mobili vintage, dalle sedie di forme e colore diversi, ai tavoli, al mobile industriale con il piano effetto ruggine… Il segreto per ottenere uno spazio così “vissuto” è quello di fare spesso visita a rigattieri, fino a che non si trova il mobile perfetto. Altrimenti ci sono rivenditori di prodotti vintage già recuperati e pronti per essere utilizzati, come ad esempio All’origine. (Le sedie che vedete in foto arrivano proprio da li!)

Ho bevuto un caffè con Federica, che mi ha raccontato qualcosa in più sul suo spazio eventi e sull’organizzazione della sua cucina, trovate l’intervista qui sotto 👇

Una cartiera..trasformata in una cucina, che mix curioso! raccontaci la storia!

Due anni fa vidi questa cartiera, era ormai un vecchio rudere… mi innamorai della sua luce e dell’energia positiva che emanava. Scoprì in seguito che apparteneva ai nonni di una mia carissima amica, diventata appunto, grafica. Per omaggiare questo luogo decisi che avrei mantenuto il suo nome: “La carteria”. “Incomicia per C” è il nome della mia attività, un nome volutamente misterioso, proprio come quando ho avviato questo progetto, in punta di piedi, quasi in segreto… C sta per “cucina”, “catering”… e “cartiera”. Ormai sono passati 14 anni da quando ho iniziato e il mio sogno si è trasformato in un’attività che mi regala immense soddisfazioni e che mi permette di partecipare a numerosi eventi, progetti interessanti e creativamente stimolanti.

Come sono suddivisi gli spazi nel tuo laboratorio?

Il polmone della cartiera è senza dubbio la cucina e la sua caratteristica principale è che mi rispecchia in pieno. Per metà è professionale; il forno, l’abbattitore e l’isola centrale di “Alpes Inox” sono elementi propri di una cucina industriale. Allo stesso tempo, però, è anche la cucina di casa e quindi c’è spazio per gli elettrodomestici in stile vintage che tanto mi piacciono, come l’impastatrice di “Kitchen Aid, che è in assoluto il mio elettrodomestico del cuore.. sai, la pasta è alla base di ogni mia ricetta.

Il tuo segreto per trasformare il laboratorio in uno spazio accogliente?

Per creare uno spazio accogliente bisogna seguire il proprio gusto e istinto. Io cerco elementi e arredi che mi piacciono. Alcuni sono mobili di famiglia, altri elementi vintage di recupero, poi ci sono oggetti di artigianato, regali… A prima vista potrebbe sembrare “una cozzaglia” di cose ma in realtà, ciò che tiene insieme questi oggetti, è il mio gusto personale. Mi piace l’idea di accogliere i visitatori facendoli entrare nel mio mondo

Hai un “ingrediente speciale” anche per la mise en place?

Il mio ingrediente principale è “trasgredire le regole classiche”! Stupire con dei dettagli inaspettati, eccessivi e super colorati. Ciò che assolutamente non può mancare nelle mie mise en place, sono le tovaglie vivaci decorate a mano della mia amica Lisa Corti, artista tessile.

MISE EN PLACE IN STILE LYKKE

Probabilmente conoscerete già tutto riguardo la filosofia Hygge (si pronuncia hoo-gah),  lo stile di vita Danese che si concentra sull’assaporare i piccoli piaceri quotidiani. Se dico “Hygge” mi immagino una bella tazza di infuso da assaporare sotto il plaid, al caldo, davanti al camino, in un confortevole maglione di lana… illuminata dalla luce di una candela, in una casa accogliente.. in compagnia.

Wiking è l’autore del libro di grandissimo successo intitolato“Hygge: the danish way to live well”, è proprio lui che ha fatto conoscere al mondo questo modo di approciarsi alla vita tipico dei danesi. Dovete sapere che di recente ha pubblicato un altro libro, The Little Book of Lykke”, che parla di come trovare ogni giorno nelle abitudini quotidiane la “felicità”, che in danese è, appunto, “Lykke”.

(lo trovate QUI – non è ancora disponibile la versione in italiano)

Si dice che Copenhagen sia la città più “Lykke” al mondo e Wiking ha deciso di svelare alcune abitudini che contribuiscono a rendere il suo popolo così felice. Nonostante sia difficile trovare una formula universale per la felicità, visto che questa ha certamente sfumature diverse per ciascuno di noi, ci sono comunque dei consigli per imparare a vivere in modo più sereno.

Quali? Eccone alcuni. A Copenhagen si esce dagli uffici alle cinque, in modo da riuscire a trascorrere ogni giorno il tempo necessario con la propria famiglia e con gli amici, non si usano macchine ma ci si sposta utilizzando la bicicletta all’aria aperta, cosi anche gli spostamenti diventano un’occasione per praticare un pò di sport. Secondo questa filosofia di vita la ricerca della felicità consiste nello stare il più possibile in compagnia e nell’essere gentili con tutti, sempre. 

Proprio per questo i pranzi e le cene in casa sono una delle cose più Lykke in assoluto. Ospitare gli amici è un ottimo modo per stare in compagnia, rilassarsi e condividere piacevoli momenti insieme. Vediamo allora in cosa consiste un un pasto “felice” danese. Più che il cibo di per sé, ciò che conta davvero è il rituale.

Ho deciso quindi di realizzare un table setting in stile Lykke, tenendo conto dei principi su cui si basa questa filosofia di vita:

  • Ho predisposto la tavola per 3 portate (antipasto, portata principale e dolce) con il giusto numero di piatti, fondine, ciotole e posate.
  • La tovaglia e tovaglioli devono essere rigorosamente in stoffa, a sottolineare l’importanza di questo rituale.
  • Un dettaglio Lykke molto importante è far trovare sulla tavola un piccolo dono ad ognuno degli ospiti.. un tag, un fiore, un oggetto DIY… che ricordi quel momento trascorso insieme.
  • Prendersi il tempo necessario. Non c’è nulla di più Lykke che passare ore seduti a tavola con le persone a cui si vuole bene
  • Mangiare in compagnia, la solitudine è la peggior nemica della felicità.

Ecco allora la mia idea per una mise en place 100% Lykke!

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La filosofia Lykke, però, è molto di più di questo. Secondo Wiking ci sono 10 pilastri fondamentali da seguire per vivere felici e stare bene con se stessi. Leggete qui, sono davvero interessanti:

  1. Crea il tuo rituale a tavola e concediti del tempo per stare con la tua famiglia e i tuoi amici, godendo del buon cibo e della loro compagnia
  2. Trasforma il tuo ambiente in una comunità per condividere con più persone possibili le tue capacità e i tuoi interessi. Lo scambio di idee e aiutarsi reciprocamente è fondamentale per essere felici
  3. Disconnettiti. A volte le connessioni online ci disconnettono dal mondo reale, per questo, rinunciamo per alcuni periodi di tempo al nostro cellulare
  4. Goditi il viaggio. ( il mio insegnamento Lykke preferito) Sii consapevole che il percorso che farai per arrivare ad un obiettivo sarà più emozionante del momento in cui taglierai il traguardo… quando si dice “il bello del viaggio non è la meta ma il percorso…” 
  5. Vivi le esperienze. Immergiti a capofitto in ogni cosa che fai e VIVILA!
  6. Grandi acquisti per grandi occasioni, premiati e concediti delle ricompense.
  7. Quando parlo di ricompense… non intendo solo oggetti materiali, ma esperienze! Se goduta nel modo giusto, un’esperienza varrà sicuramente più del prezzo che l’hai pagata
  8. Aiuta. Non offrire il tuo aiuto solo quando ti viene chiesto, spesso le persone che non lo richiedono sono coloro che ne hanno più bisogno
  9. Esci dalla tua confort zone e non ti ancorare a ciò che ti piace di più o che ti riesce meglio. Datti la possibilità di sperimentare
  10. Cammina. Scendi a una fermata prima della metro, prendi le scale e non l’ascensore. Sostituisci la pausa caffè con una breve passeggiata e quando puoi, muoviti in bicicletta…come un vero danese!

Credo che siano dei consigli preziosi per aiutarci ad apprezzare la vita.. e trovare sempre un motivo per sorridere! Cosa ne pensate? io ho deciso che mi impegnerò a rispettarli 😊

Decorazioni Natale fai-da-te

Quest’anno non mi sono (come al solito) fatta prendere alla sprovvista dal Natale e ho sfornato tutorial e progetti DIY che tanto vi piacciono come se non ci fosse un domani. Li ho sparsi qua e là, un pò qui sul blog, un pò nella mia pagina sul sito di Casa Facile (link qui), un pò sulle pagine social… Quindi, facciamo ordine! Ecco un elenco degli addobbi fai-da-te Natale 2018 secondo il Semenzaio, con tante idee e progetti facili facili che non potete assolutamente perdervi!

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Le sfere green, un’idea non per forza natalizia che può essere utilizzata per decorare le vostre case durante tutto l’inverno. Ci vogliono solo rametti di conifere, pino, eucalipto, mirto… e qualsiasi bacca o foglia interessante che trovate nei boschi in questa stagione. Mentre le sfere in plastica le potete trovare online o anche da Tiger.

Biglietti ago e filo DIY

I biglietti d’auguri, non c’è occasione più bella di scrivere a mano un pensiero per i nostri cari a Natale. Ecco un’idea per decorare i biglietti velocemente e dare quel tocco di creatività anche ai vostri auguri, con ago e filo. Realizzarli è semplicissimo, se volete vedere il tutorial in 4 passaggi lo trovate qui.

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Avete visto il Calendario dell’Avventoorigami? Questo progetto mi è piaciuto moltissimo e sono proprio soddisfatta del risultato finale, qualcuna lo ha realizzato seguendo il mio tutorial ed è stata bravissima! Penso proprio utilizzerò questi addobbi per altri progetti in futuro… si prestano benissimo anche come scatoline, vedremo….

E poi ci sono i regali da incartare, i chiudipacco e i biscotti natalizi… Tutte cose che non possono mancare per Natale! E’ la cura e l’amore che mettiamo in ogni dettaglio a rendere questi momenti speciali…

Per il 2018 è tutto dal Semenzaio, vi auguro buone feste e un buon inizio anno! ❤️

Utilizzare il colore per rinnovare gli spazi

La scorsa settimana ho partecipato ad una giornata di formazione per noi blogger che ci occupiamo di interni. In compagnia di Antonella @blogacavolo, Valentina @iltettodellenuvole ed Elena @ritaglicreativi sono stata ospite di Fleur, un’azienda di vernici bresciana che se ancora non conoscete, vi invito a scoprire qui. 

I loro prodotti sono di altissima qualità, grazie alle loro numerosissime caratteristiche si prestano sia a progetti di arredamento sia a lavori artistici e in generale alle belle arti, è incredibile la quantità di tecniche che si possono sperimentare, pouring, shabby, cracklè… Avete visto i video della nostra giornata trascorsa in mezzo ai colori? Li trovate nelle mie storie in evidenza.

 

Se state pensando di rinnovare un angolo della casa utilizzando il colore ecco qualche prezioso suggerimento (e qualche immagine ispirazionale da Pinterest).

I consigli che dovrei darvi sono tantissimi, ho cercato di riassumere in 5 punti quelli che, secondo me, sono i più importanti. Bene, iniziamo:

  1. So bene che vorresti partire in quarta con un colore ben preciso ma fermati, e guardati bene intorno. Probabilmente l’ambiente in cui ti trovi, se osservato attentamente, ti suggerirà da sé la tonalità giusta. Osserva il contesto, i materiali presenti… 

  2. La luce modifica qualsiasi colore, e può variare anche di stanza in stanza a seconda dell’orientamento delle finestre. Perciò è meglio, prima di verniciare tutto il muro, fare delle prova di colore ed osservare il risultato nelle varie ore del giorno. 

  3. E’ una regola che in molti già sanno, ma che è sempre meglio ricordare: i colori chiari ampliano uno spazio, quelli scuri lo rimpiccioliscono. Se ad esempio vuoi “abbassare” un controsoffito molto alto, una soluzione è dipingerlo di una tonalità scura. Se invece vuoi “allargare” le pareti di un corridoio lungo e stretto  per evitare un effetto caustrofobico, utilizza tonalità chiare. Non esiste una soluzione giusta o sbagliata, la scelta dipende dallo spazio e, soprattutto, dall’effetto che si vuole ottenere da questo. 

  4. Verniciare un oggetto o una parete con un colore d’accento (in forte contrasto con gli altri colori presenti nell’ambiente) può essere una soluzione per catturare l’attenzione su un angolo specifico della casa, valorizzandolo. Può anche essere, però, un ottimo escamotage per ravvivare un angolo poco riuscito, quello che ci sembra essere più bruttino e che vorremmo nascondere

  5. Un oggetto e una parete possono anche essere dipinto tono su tono, o per mimetizzarli, o per creare un effetto ottico interessante. Se superfici diverse vengono verniciate con lo stesso colore, ciò che verrà evidenziata sarà la loro matericità. Ogni materiale cattura in modo differente il colore e la luce si rifrange in modo diverso su di esso. Quindi, superfici dello stesso colore non sono per forza uniformi e piatte se si gioca con i materiali e le ombre. 

    Spero che i miei consigli vi siano stati di aiuto e se avete domande.. scrivetemi! 😉 Bea

Calendario Avvento origami

Quanta dolcezza c’è in un calendario dell’Avvento fatto a mano? (e non parlo solo dei cioccolatini al suo interno!) 😊 Mi piace l’idea di realizzare calendari, riempirli di tanti dolcetti diversi, cucire calze della befana personalizzate… Il tempo, però, è sempre poco… Dicembre arriva in un baleno e porta con sé mille cose a cui pensare, gli addobbi per la casa, i regali da comprare e incartare, i biglietti di auguri… a proposito, avete visto la mia idea per biglietti di auguri ricamati con ago e filo? trovate l’articolo e le foto sul sito di CasaFacile a questo link!

Quest’anno ho deciso di proporvi un tutorial semplice, veloce e a costo zero. Vi occorrerà solo della carta (di Natale o con le texture che più vi piacciono), qualche molletta e ovviamente… dei dolcetti! Vi garantisco che con la tecnica origami l’effetto wow è sempre assicurato! E’ sorprendente vedere quante cose si possono creare con la carta, se piegata nel modo giusto.

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Materiali

  • 25 Fogli quadrati (io ho usato il formato 20×20 cm)
  • 25 clip (o mollette)
  • Spago

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Sono certa riuscirete a completare i primi 4 passaggi in un baleno. Una volta arrivati al 5, la cosa importante è fare le pieghe mostrate nella figura, su ciascuno dei 4 angoli (per un totale di 8 pieghe). Per essere sicure di non aver sbagliato dovete arrivare al passaggio 6 con le pieghe che formano un ottagono al centro del vostro foglio, come quello dell’immagine ingrandita qui sotto.

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Ottagono che si ottiene al termine del passaggio 5

Una volta ottenuto l’ottagono non vi resta che nascondere i cioccolatini all’interno dei vostri origami, sistemate le pieghe con le dita chiudendoli in modo preciso e fermate il tutto con una clip. Io ho utilizzato quelle piccoline (e forate) di Casashop.

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Potete appendere i prismi con dello spago o come più vi piacciono.. e ricordatevi di inserire i tag con i numeri! 😉

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Vi è piaciuto il tutorial? Questi origami potrebbero essere utilizzati anche come confezione regalo, o come biglietto di auguri…

Taggatemi nei vostri lavori, non vedo l’ora di vedere come li utilizzerete! 🎄😘

Bea

Orticolario 2018 – “Si Salvia chi può”

Mancava giusto il Bianconiglio ad aprire il cancello di Villa Erba! Orticolario, anche quest’anno, si conferma l’evento autunnale per eccellenza dedicato alla scoperta e la cura del bello.

Le installazioni hanno trasportato i visitatori in una favola. Incredibile “La topitta” di Green Passion, il rifugio nel bosco perfetto. Una casetta magica avvolta da una nube di mistero.. resa ancor più affascinante dall’elfo suonatore di arpa che ha allietato i visitatori con una performance dal vivo. Altra installazione fiabesca che mi ha portata nel mondo del gioco, dei bambini e delle favole è stata “Sogno di una notte di inizio autunno” di Studio Verde e Paesaggio, un labirinto nascosto con quattro accessi coloratissimi, strambi e curiosi, la musica ipnotica di Alice nel Paese delle Meraviglie e l’eccentrica tavola da the del Cappellaio Matto.

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Il titolo di questa decima edizione è “Si Salvia chi può”, il tema è il “Gioco”, un concetto complesso che racchiude fantasia, immaginazione, ironia, mistero, infanzia e stupore. La pianta protagonista è la Salvia, con le sue 1.000 specie diverse provenienti da tutto il mondo.

 

Per celebrare la decima edizione di Orticolario è stato invitato un’ospite davvero speciale: Roy Lancaster, celebre botanico inglese, viaggiatore instancabile alla ricerca di nuove specie di piante e vincitore del premio “Per un giardinaggio evoluto 2018“. Ho avuto il piacere di partecipare al press day e alla conferenza stampa con lui, che ha colto l’occasione per ribadire l’importanza di educare i giovani alla cura della bellezza, in particolare in una zona affascinante come la nostra, il Lago di Como, incorniciato da montagne e boschi selvaggi, una fortuna alla quale noi forse siamo abituati ma che andrebbe custodita e protetta gelosamente.

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Vediamo quali piante e varietà hanno proposto i vivaisti e gli esperti botanici per l’edizione 2018: un ever green (..in tutti i sensi 😅) sono le succulente, non mancano mai, in ogni edizione tornano e sono sempre più amate, forse perchè le più resistenti e semplici da curare, forse per le loro forme e colorazioni particolarissime e uniche, comunque sia sono sempre tra le più gradite dal pubblico..

Vi ricordate del mio viaggio a Stoccolma e del mio innamoramento per la Begonia Maculata che non avevo potuto trasportare in aereo? (potete leggerlo qui). Per fortuna c’è Orticolario e per fortuna ci sono i ragazzi di Flob .. ho finalmente trovato la pianta dei miei sogni! (se ne volete una anche voi contattateli! hanno un servizio di spedizione super e dei vasi in cemento disegnati da loro che sono una favola).

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Tra i fiori meravigliosi che ho visto merita un posto l’Echinacea Alba, amo la forma strana del loro pistillo e la loro incredibile somiglianza alle Margherite.

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Una pianta davvero graziosa che non conoscevo è la Muhlenbergia capillaris. Si tratta di una simpatica fioritura a forma di nuvola di color violaceo. Stupenda! ..è già pronta per essere interrata nel mio giardino. Adoro il suo aspetto un po’ selvaggio.

Un’altra bellissima scoperta sono stati i fiori di Off. Olga, la proprietaria del vivaio, mi ha raccontato la filosofia “Slow Flower” che si cela dietro ogni suo lavoro e sono rimasta affascinata. Bouquet floreali realizzati soltanto con i fiori di stagione cresciuti nel suo vivaio e nel rispetto della natura. Mi ha mostrato anche come creare delle composizioni senza utilizzare la classica spugna da fioristi (altamente inquinante) ma ingegnandosi con soluzioni più sostenibili e ugualmente efficaci. Conoscete il suo vivaio a Longone al Segrino? io nelle prossime settimane andrò certamente a farle una visita.

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Non solo fiori e installazioni green hanno reso speciale questo evento, i prodotti per il giardinaggio e gli accessori vintage hanno contribuito a rendere i giardini delle zone di relax piacevoli e accoglienti. Come ogni anno lo stand di All’origine si è confermato uno dei più belli, con accessori d’antiquariato così affascinanti e ricchi di storia.. ma c’è una lunga lista di vintage-stand fantastici, eccone alcuni:

Spero di essere riuscita a portarvi un po’ della magia di Orticolario 2018 qui nel blog… Ma comunque avete tempo fino a domani per una visita!

Buon autunno a tutti! 🍂

Bea

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Portogallo on the road

Ti fermi ad osservare l’Oceano e assapori l’attesa di una giornata destinata alla scoperta di paesaggi stupendi. Già lo sai: quel giorno vedrai cose bellissime che ti porterai nel cuore per sempre.

Proprio mentre ci pensi, osservando le onde, comprendi la vera bellezza di un viaggio on the road. Quando i luoghi da scoprire sono tanti, muoversi in autonomia ti permette di vivere davvero un’esperienza al 100%.

Il nostro tour è durato 4 giorni, con partenza e ritorno a Porto.. e queste sono tutte le città che abbiamo visitato.

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Le nostre tappe

Porto: La bellezza di Porto è indefinibile, è una città che va gustata in tutta calma tra i saliscendi delle sue vie storiche, le facciate colorate dei suoi palazzi, le chiese decorate con azulejos e i muri scrostati ricoperti da graffiti. Forse la cosa più bella che potete fare è perdervi per le vie del centro, ascoltando il fruscio della biancheria stesa in mezzo alla via, il rumore delle acque del Douro nel porto antico, il tintinnio dei bicchieri colmi di Porto e le note malinconiche del Fado

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Se dovessi darvi dei consigli precisi, però, vi direi di non perdervi assolutamente il quartiere di Ribeira con le sue case color pastello e l’imponente ponte di Gustave Eiffel, il mercato coperto di Bolhao, Rua Santa Caterina, Rua Miguel Bombarda con i suoi negozietti hypster, la stazione di Sao Bento, il Palazzo di Cristallo con i giardini e le librerie “au plein air” , il book shop Harry Potteriano Livraria Lello e Irmao (inserita tra le librerie più belle al mondo) e la celebre Casa da Musica di Koolhas, tappa imperdibile per gli appassionati di architettura. Per un aperitivo indimenticabile vi consiglio di attraversare il ponte Luiz e raggiungere l’altra sponda della città, ci sono un’infinità di cantine dove è possibile fare degustazioni di Porto, avrete l’imbarazzo della scelta. Proprio sopra questa via di cantine, in cima al colle, c’è un grande prato dove si ritrovano i giovani ad ammirare il tramonto, ascoltare musica e mangiare street food, è assolutamente un’esperienza da non perdere! Cosa mangiare? A Porto si mangia baccalà (si dice che i portoghesi abbiano più di 300 modi diversi per cucinarlo), un posto bellissimo, romantico e super vintage dove vi consiglio di cenare è certamente “Cantina 32” (qui andate sul sicuro ma ricordate di prenotare per tempo).

 

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Casa da Musica – Koolhas

Ci siamo concessi mezza giornata per visitare la periferia di Porto passando per Casa de Serralves, celebre esempio di architettura ArtDeco austera e rigorosa con i suoi giardini perfettamente geometrici. Ci siamo diretti poi verso l’Oceano per visitare un’altra opera architettonica che avevo studiato tempo fa e che mi ha sempre affascinata: Les Piscinas das Mares di Alvaro Siza. Sono delle meravigliose terrazze incastonate nella scogliera che si fondono perfettamente con il paesaggio, l’acqua è quella dell’Oceano, quindi gelida! meritano comunque una visita anche solo per una passeggiata.

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Casa de Serralves

 

Aveiro: è una piccola e graziosa città costruita sui canali. Per visitarla potete fare un tour sull’acqua a bordo delle tipiche barchette colorate, i “moliceiros” oppure prendendo le “bugas”, biciclette gratis disponibili nel centro città. Da vedere i magnifici palazzi art nouveau nella Rossio Area. Il dolce da non perdere: gli “ovos moles”, buoni e graziosi con le loro forme marine.

A 10 minuti di distanza c’è un piccolo paesino di pescatori molto caratteristico, CostaGrande. Qui troverete le tipiche case a righe blu, gialle, rosse e verdi e moltissimi ristoranti favolosi dove si cucina il pescato del giorno. Inutile dirvi di fare in modo di capitarci nell’ora di pranzo. 

Cabo de Roca: è il punto più a Ovest d’Europa. Il faro sopra la scogliera e il mare di nuvole sotto di noi che proseguiva a perdita d’occhio fino all’orizzonte è stata un’esperienza fantastica.. Un punto panoramico in cui concedersi sicuramente una breve sosta prima di arrivare a Sintra.

Sintra: Con le sue montagne, i boschi pittoreschi, giardini esotici e palazzi stupendi, Sintra sembra una pagina strappata da un libro di fiabe. Arrivando in questo parco naturale vi sembrerà davvero di entrare in un altro mondo. Vi arrampicherete su un colle con un tuc tuc passando per palazzi e castelli assolutamente assurdi e unici. Vi assicuro che non avete mai visto nulla di così strambo come i palazzi in stile manuelino di questa città. Sintra è bella proprio per questo, perchè è assurda! Le sue forme, l’architettura, gli arredi dei suoi palazzi.. tutto è incredibilmente colorato ed eccentrico.

Cosa non potete perdervi? Il Palazzo Da Pena, il bizzarro castello gialloarancioneerosso in cima al colle, (vi consiglio di prenotare i biglietti online per saltare la lunghissima fila all’entrata). Il Castello dei Mori con la sua muraglia spettacolare che è proprio li vicino (ci tengo a specificarvelo perchè le vostre giornate a Sintra saranno mooolto stancanti, è un continuo sali e scendi tra un palazzo e l’altro e a volte bisogna anche scarpinare sù per il colle ma non temete, i tuc tuc saranno preziosi alleati). Infine, Quinta de Regaleira con la sua scala a chiocciola spettacolare e il Palazzo Reale nel centro storico sono tra le mete consigliate. 

I “travesseiros” sono i dolci tipici di Sintra, non partite senza aver fatto prima una sosta da “pasticceria Piriquita”.

Per la pausa pranzo o la cena invece consiglio Tascantiga, a due passi da Palazzo Reale. Servono il cibo nei vasi per fiori in terracotta… non c’è bisogno di dire altro! 😍

 

Cascais: Spiaggia, sole, cocktail serviti negli ananas e ristoranti all’aperto nelle vie del centro.. qui è sempre vacanza! Magari l’Oceano è troppo freddo per farvi un bagno ma questa città merita certamente una sosta per visitare la celebre “Casa das Historias” di Souto de Moura, il riconoscibilissimo centro culturale rosa che si trova proprio li accanto, e il centro città pedonale.

Abbiamo mangiato da “Moules and Gin” le cozze marinate più buone del mondo (vi dico la verità, mi avevano già convinta quando ho visto le ciotole in latta vintage nelle quali le servivano..) consigliassimo, sia per il format sia per il cibo squisito! Anche Cascais, affacciandosi sull’Oceano, offre un punto panoramico stupendo; la “Boca do inferno”, a pochi minuti dal centro.

A proposito di inferno.. sulla via del ritorno ci siamo fermati al “farol de Nazarè”: La Mecca dei surfisti più bravi (e pazzi), qui il paesaggio è da brivido, ci sono le onde più alte del mondo che si infrangono sulla scogliera e proprio in questo punto è stato stabilito il record dell’onda più alta mai cavalcata con la tavola. Ecco una foto dell’impresa che (grazie al cielo) non ho scattato io 😅

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Non abbiamo incluso Lisbona nel nostro tour perchè già visitata in passato ma se non siete mai stati dovete assolutamente dedicarle almeno un paio di giorni… I tram gialli, i Pastel de Nata, la torre di Belem sono un ricordo bellissimo.

Avevamo in programma anche una visita a Leiria e Coimbra ma non ce l’abbiamo fatta con i tempi, però va bene cosi, quando si viaggia bisogna concedersi delle variazioni sulla tabella di marcia per godersi davvero fino in fondo l’esperienza. Abbiamo visto moltissime città stupende e paesaggi unici, alcuni da togliere il fiato.. Sono stati 800 km di chiacchiere, dolcezza, risate, cose belle e sorrisi.

Bea

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